venerdì 10 luglio 2009

Processo Dell'Utri: Il Pg chiede di sentire Massimo Ciancimino

di Lorenzo Baldo - 10 luglio 2009Palermo.

La lettera ritrovata qualche giorno fa tra le carte “dimenticate” del processo contro Massimo Ciancimino, il figlio del più noto Vito, potrebbe essere acquisita al processo d’appello a carico del senatore Marcello Dell’Utri.
Già condannato, in primo grado, a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.Il testo della missiva scritta a mano, incompleta perché strappata nella parte superiore, potrebbe “dimostrare la continuità dei rapporti intercorsi tra l’imputato Dell’Utri e Cosa Nostra siciliana”, come ha dichiarato in aula, questa mattina, il procuratore generale Antonino Gatto. Che nel corso dell’udienza tenuta di fronte alla Corte presieduta da Claudio Dall’Acqua ha chiesto, oltre all’acquisizione del documento, la possibilità di sentire lo stesso Massimo Ciancimino.Mentre ha depositato due verbali di interrogatorio dello stesso Ciancimino Jr. risalenti agli scorsi 30 giugno e 1° luglio. Nei verbali si legge che la lettera fu ritirata da lui personalmente presso il villino di San Vito Lo Capo di Pino Lipari alla presenza di Bernardo Provenzano. E che era indirizzata al dottore Dell’Utri. Una volta presa la missiva, della quale dovrebbe aver conservato una copia integrale, Ciancimino la avrebbe consegnata al padre in carcere, che avrebbe dovuto fornire “la propria consulenza, il proprio parere”, spiega Gatto, “e farla avere ad una terza persona che egli non nomina”. In quanto al triste evento menzionato nel documento, il dichiarante ricorda bene che si sarebbe trattato dell’uccisione di un figlio di Berlusconi.Nella lettera si legge infatti: “… posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perché questo triste evento non ne abbia a verificarsi. Sono convinto che questo evento onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione le sue reti televisive”.La decisione della Corte in merito all’acquisizione arriverà soltanto dopo l’estate, e precisamente il 17 di settembre, cosa che farà slittare la requisitoria il cui inizio era previsto proprio per questa mattina.“Nel corso degli interrogatori verbalizzati il 30 giugno e il 1° luglio – ha spiegato Gatto – il dichiarante ha parzialmente modificato alcune sue dichiarazioni ed ha affermato: ‘E’ una cosa più grande di me’.”

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