venerdì 23 ottobre 2009

"CONTROMAFIE" SFIDA IL GOVERNO:NON CI SIAMO

DA OGGI A ROMA

di Stefano Caselli


Non è un papello, di quelli che – per usare le parole di Paolo Borsellino pronunciate poco prima di morire – puzzano “di compromesso morale, di indifferenza, contiguità”. È un Manifesto “dal fresco profumo di libertà”. Esiste dal 2006, magari conservato in qualche cassetto a Montecitorio. È il primo Manifesto finale di Contromafie ovvero “Gli stati generali dell’Antimafia”, che a Roma – da oggi fino a domenica – celebra la sua 2/a edizione. Un elenco di 20 punti che – oltre ad orientamenti per le centinaia di associazioni che lavorano per allontanare l’Italia dalle metastasi mafiose – contiene precise richieste alla politica, perché lo Stato assuma “la lotta alle mafie come priorità nazionale”. Il Manifesto finì nelle mani di Prodi e Bertinotti; e sembra un secolo fa. Che fine hanno fatto quelle proposte? A che punto è la lotta alle mafie in Italia? “Pur tra mille difficoltà – dichiara Luigi Ciotti, presidente di Libera – non è mai venuto meno l’impegno di magistratura e forze dell’ordine, come dimostrano i numeri dei boss arrestati e dei beni confiscati. Alcune delle richieste formulate nel 2006 sono state recepite, penso all’impegno in favore dei testimoni di giustizia”. Ma le note positive terminano qua: “Basta confrontare – prosegue Ciotti – l’elenco delle proposte con la realtà di oggi per affermare che non ci siamo. Chiedevamo l’introduzione nel codice penale del delitto contro l’ambiente che non è stata ancora approvata, mentre le ecomafie fanno affari d’oro, come dimostra l’affondamento della navi ad opera della ‘ndrangheta. Auspicavamo una nuova legge antidroga e osserviamo l’esplosione del consumo di cocaina, droghe sintetiche e il ritorno dell’eroina. Raccomandavamo una rete di sostegno per le vittime della tratta e ci troviamo di fronte al respingimento di chi fugge e al reato di immigrazione clandestina. Proponevamo norme contro il riciclaggio ed è stata decisa l’ennesima sanatoria per il rientro dei capitali esportati illecitamente”. Più drastico Giuseppe Lumia, ex presidente della Commissione Antimafia: “Si è fatto molto poco in questi tre anni, ci sono cose che la politica continua ostinatamente a respingere”. Gli stati generali dell’Antimafia si aprono all’Auditorium di Roma con il saluto di Napolitano e si concluderanno con un secondo Manifesto. “Il messaggio di Contromafie – dichiara Lorenzo Frigerio, coordinatore dell’evento – è che non basta ribadire una volontà di contrasto al potere mafioso, vanno anche indicate le strade da seguire perché i favori diventino diritti e le illegalità siano vinte dalla legge”.

Nessun commento:

Posta un commento